Pubblicato il 21/06/2008 da Grazia Torre L'A.D.A. NAPOLI emana il suo manifesto. Creatività femminile, la differenza per il cambiamento" tenutosi il 21 giugno 2008 in località Fiume di Pietra, Ercolano, l'A.D.A. NAPOLI - Associazione Donne Architetto, ha promulgato il seguente MANIFESTO qui integralmente pubblicato: MANIFESTO PER LE CITTA' DELLE DONNE IN CAMPANIA A.D.A. NAPOLI Associazione Donne Architetto Scopo del manifesto per le città delle donne in Campania è quello di affermare e veicolare una diversa cultura della "città", una nuova filosofia della pianificazione "urbana", ovvero un diverso modo di concepire la città e il territorio. L'assenza del pensiero della differenza è dimostrata sia nella fruizione, sia nella ideazione stessa della città attuale. Il manifesto intende proporre un diverso rapporto tra le città dell'armatura urbana in particolare per quanto riguarda la regione campana: rapporto fondato su una visione concretamente democratica, congruente con gli effettivi bisogni e le tangibili istanze dei cittadini, in un sistema in cui sia garantita la parità tra uomini e donne a tutti i livelli, politici e di responsabilità collettiva e individuale. Si tratta di offrire le stesse occasioni a tutti, nessuno escluso. Esistono molti modelli che riguardano gli aspetti che dovrebbe avere lo "sviluppo" e molti differenti standard su cosa costituisce il "successo": il modo migliore per dare una valutazione sullo sviluppo, sta nell'accertare quanto questo riesce ad aumentare e, se non altro, a garantire la libertà umana. Libertà innanzitutto intesa come partecipazione al controllo democratico del potere politico, come partecipazione paritaria di tutti ai processi decisionali delle strategie della pianificazione e della programmazione. Bisogna riconoscere che la libertà, vedi caso anche la libertà di parola, è fondamentalmente multidimensionale. Non si tratta quindi di quale tipo di libertà, ma di tutti i tipi di libertà. Libertà significa sostanzialmente libertà di azione, libertà di movimento e occorre perciò conciliare questo concetto con il concetto di sviluppo sostenibile e di strategie per la protezione e la salvaguardia dell'ambiente. E per fare questo, occorre capire quale deve essere il ruolo tangibile degli imprenditori, dei politici, degli ambientalisti e dei sindacalisti -donne e uomini- nella realizzazione dei programmi, senza vaghi richiami a una inafferrabile diversità sociale o culturale che non fornisce nessun aiuto ai fini della elaborazione di concrete strategie di intervento. Innanzitutto si tratta di analizzare i meccanismi che frenano il funzionamento del sistema: imperfezioni informative, esternalità, eccetera. E' fondamentale comunque soffermarsi sui mezzi che vengono usati per sostenere lo sviluppo. I mezzi sono di per sé importanti, ma spesso questi mezzi si rilevano coercitivi. Alcuni uomini ritengono che le misure coercitive sono indispensabili: Spesso non pochi individui, politici o studiosi che siano, con il pretesto che il fine giustifica i mezzi - in nome dello sviluppo sostenibile - raccomandano delle misure per cui si comincia con l'eliminare proprio la cosa che merita di essere sostenuta, vale a dire la libertà umana. Le donne sono consapevoli della obsolescenza del pensiero, delle teorie e dei metodi maschili nella disciplina urbanistica e devono proporre alternative per la salvezza del pianeta per ogni essere vivente.Il pensiero della differenza porta alla comprensione della sostenibilità ambientale all'impatto antropico per affermare le diverse capacità del territorio ad accogliere le differenti attività umane. Il pensiero di "genere" è l'elemento innovativo e creativo per il cambiamento degli scenari urbani e territoriali. Le pari opportunità sono il presupposto essenziale per il raggiungimento della libertà di realizzare se stessi in ogni momento dell'esistenza, evitando rapporti di forza e prospettando soluzioni alternative, nel rispetto degli altri e in armonia con la natura. PIU' DONNE PER PIU' DEMOCRAZIA Una pluralità di città per una moltitudine di donne e una maggiore liberta' Strategie Un nuovo "disegno" per la Campania, un diverso assetto con una nuova organizzazione della Regione Metropolitana Campana: Napoli e i Randstadt Sannita, Irpino, Cilentano, Casertano. Progetto delle nuove città in relazione alla sostenibilità ambientale all'impatto antropico: integrazione tra Natura e Architettura, tenendo nel dovuto conto densità territoriali, funzioni e destinazioni d'uso, accessibilità e mobilità, attrezzature e servizi. Distribuzione dei pesi di popolazione e delle attività produttive, delle attrezzature e dei servizi in funzione delle capacità di accoglimento del territorio ed alleggerimento dei pesi stessi a Napoli e nella sua area metropolitana. Le Ragioni: la Campania ha un'estensione di 13.600 kmq ed una popolazione di circa 5.702.000 abitanti: in Italia, per estensione, è la seconda regione dopo la Lombardia e, per densità di popolazione, con i suoi 426 abitanti per kmq è la prima. L'area metropolitana di Napoli raccoglie circa i due terzi della popolazione regionale. La Lombardia ha 11 capoluoghi con una popolazione residente relativamente ben distribuita sul territorio. La Campania ha 5 capoluoghi e parti del territorio regionale, come il Cilento e le aree interne sannite ed irpine, sono lontane o molto lontane dal capoluogo regionale. Il governo di Regione, Provincia e Comune si svolge a Napoli, tra il Centro Direzionale, P.za Matteotti e P.za Municipio. E' in fase di realizzazione la rete infrastrutturale con i corridoi trans-europeo, Berlino-Roma-Napoli-Reggio, e trans-balcanico, Napoli-Bari-Balcani. Ne deriva il ruolo di cerniera di Napoli e di piattaforma logistica del Mediterraneo di Caserta. L'alta velocità Roma-Caserta-Vesuvio est è la spina dorsale del nuovo scenario territoriale. Le aree metropolitane di Napoli-Caserta e di Roma, agganciandosi tra loro, configureranno la terza area metropolitana europea. Tale trend determinerà la crescita della "metropoli" napoletana e ineluttabilmente il progressivo cambio di destinazione d'uso dei suoli agricoli della piana campana, tra i più fertili del pianeta, che saranno destinati ad attività edilizie. L'emergenza ambientale dell'impatto antropico e del carico demografico eccessivo rispetto al territorio cittadino e provinciale di Napoli possono essere superati con il coordinamento dei piani delle altre province campane. Il ritardo della pianificazione in Campania è fondato sulla mancata costruzione della Regione metropolitana campana e del mancato riassetto equilibrato della popolazione residente. Il divario tra concentrazione senza sviluppo dell'area metropolitana di Napoli e spopolamento delle aree interne della Campania è valutato in base al deficit di popolazione nelle province di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento a confronto con il livello allarmante di popolazione della provincia di Napoli. La provincia di Salerno ha un deficit di popolazione di un milione di abitanti, quella di Avellino di 750 mila ab., quella di Benevento di 750 mila ab. e la provincia di Caserta di 237 mila ab., mentre nella provincia di Napoli il surplus di popolazione è di 2 milioni di abitanti. L'assenza di equilibrio nell'armatura urbana regionale, tra l'altro, è una delle cause che hanno provocato l'emergenza dei rifiuti in Campania. Dobbiamo correggere due errori che si stanno compiendo nelle scelte della pianificazione: 1. Quello compiuto a livello regionale, con lo stabilire l'indice unico del 10% di incremento di crescita edilizia per tutti i comuni. Tale scelta è sbagliata, poiché per i comuni che superano la densità territoriale media della Regione si deve incentivare l'alleggerimento della densità edilizia ed abitativa, mentre viceversa, per i comuni al di sotto della soglia minima di funzionalità urbana, si devono incentivare gli investimenti per l'incremento di densità residenziali, edilizie e produttive; quindi non un indice unico, ma stime e scelte, per ciascun comune e provincia della regione, in relazione al fattore della sostenibilità all'impatto antropico. 2. Quello compiuto a livello della provincia di Napoli, con l'istituzione delle aree di densificazione urbana inserite nel PTCP in ragione della tesi precedente, ignorando o dimenticando che l'intera provincia di Napoli ha una densità territoriale media di oltre 3 mila abitanti per chilometro quadrato, circa 6 volte superiore alla media regionale. In conclusione, il piano della provincia di Napoli non può prevedere ulteriori sue espansioni urbane e contestualmente invocare la tutela della natura e la salvaguardia dell'attività agricola della piana campana. Sarebbe necessario integrare gli strumenti urbanistici con azioni rivolte alle politiche sociali, a favore di quelle fasce deboli della popolazione che costituiscono il corpo della società e non una minoranza. NO ai piani di densificazione urbana della provincia di Napoli e SI all'armatura della Regione metropolitana campana per il riequilibrio demografico e produttivo territoriale, con il rafforzamento delle città sannite, irpine, cilentane e casertane. Autore della pubblicazione:
Durante il convegno "Arte/Architettura :
SUPERSANTOS, il cortometraggio
lunedì 23 giugno 2008
Le citta’ delle donne in campania
venerdì 30 maggio 2008
"L'ASCIUTTO E LA MAREA" MER 4 GIUGNO ORE 20:00
"L'asciutto e la marea" MER 4 ORE 20:00 GIUGNO @ ZONA69
La storia de L’asciutto e la marea, edita da Gremese, è quella di Procolo, un sarto puteolano del 1837 che assomma in sé una serie di paradossi: non solo è un vampiro di fede cattolica e borbonica, ma il suo corpo è posseduto da un Yabashah, demone ancor più potente di lui. Parallela a questa è la storia d’amore e di ossessione tra Luz e suo marito Yankev, burattinaio praghese disceso in Italia sulle tracce di Pergolesi, ma in realtà alla ricerca del Yabashah, vampiro d’ispirazione ebraica che, a detta dello stesso autore, è costruita prendendo spunto dal primo capitolo della Genesi: nel nono versetto si legge, infatti, vetera’eh hayyabashah, ovvero “appaia l’asciutto”. L’intenzione di Morganti era quella di creare una creatura ebraica mitica, ossessionata dall’acqua come il popolo di Mosè nel deserto, che portasse nei tratti somatici l’orrore e il dolore dei lager. Una figura lontana dal vampiro di tradizione cattolico-occidentale, assetato di sangue e intimorito dagli oggetti sacri, che prova ripulsa per la croce ma a essa rimane sottoposta.
Mercoledi' 4 giugno ore 20Al lido Zona 69 al FusaroVia quarantena 6, Bacoli
Davide Morganti presenta il suo nuovo libro"L'asciutto e la marea"
a seguire torta di compleanno di Antonella
VI ASPETTIAMO
PER RAGGIUNGERE ZONA 69:
uscire dalle tangenziale a CUMA e proseguire sulla Domiziana , dopo il lago d'Averno, 1° incrocio svoltare a sx e passare sotto ARCO FELICE vecchio , 200 mt più giù al TRIVIO DI CUMA svoltare a sx, , ancora ½ km, svoltare a destra ( nell'angolo c'è un famosissimo venditore di cozze ( stà là dà cient'anne), seguire la strada fino ai binari della cumana , e appena superati i binari svoltare a dx per lidi, fermarsi al Lido ZONA 69
giovedì 29 maggio 2008
Reggio Calabria, Forum Internazionale - architettura moderna
Il Dipartimento di Architettura e Analisi della Città Mediterranea organizza, per i giorni 27,28 e 29 maggio, la quarta edizione del Forum Internazionale di Studi "Le Città del Mediterraneo". Il Dipartimento di Architettura e Analisi della Città Mediterranea, fondato nel 1990, è un Dipartimento tematico che aggrega docenti e ricercatori di diverse aree disciplinari: storia dell'architettura, recupero e restauro, pianificazione e progettazione della città e del territorio, disegno e rappresentazione, valutazione economica dei progetti, settori che oordinano le loro specificità per concorrere ad un costante rinnovamento dei metodi dell'architettura e dell'urbanistica. per maggiori dettagli clicca qui
lunedì 26 maggio 2008
Grillo, lettera a Napolitano
"Signor Presidente della Repubblica Italiana, Beppe Grillo
permettetemi, grato, per la benevola accoglienza che un giorno avete fatto, di inviarmi la Vostra approvazione per la mia raccolta di testimonianze sul precariato, di dirvi che la Vostra stella, se felice fino ad ora, è minacciata dalla più offensiva ed inqualificabile delle macchie. Ma quale macchia di fango sul Vostro nome, stavo per dire sulla Repubblica che rappresentate, soltanto quell'abominevole affare della Campania!
Per ordine di un Consiglio dei ministri, la gestione criminale dello smaltimento dei rifiuti in Campania degli ultimi venti anni è stata trasformata in un problema di ordine pubblico, ignorando la verità e qualsiasi giustizia. È finita, l'Italia ha sulla guancia questa macchia, la Storia scriverà che sotto la Vostra presidenza non è stato punito questo crimine sociale. E poiché è stato osato, oserò anche io. La verità, la dirò io, la chiederò io, poiché ho promesso di dirla e di cercarla, se la giustizia, regolarmente osservata non la proclamasse interamente. Il mio dovere è di parlare, non voglio essere complice. Le mie notti sarebbero abitate dallo spirito delle persone innocenti che espiano colpe non loro. Ed è a Voi signor Presidente, che io griderò questa verità.
Per prima cosa, la verità sulle discariche dei rifiuti industriali delle aziende del nord Italia sepolte in discariche abusive dalla Camorra. La verità sull'aumento dei tumori nel triangolo della morte di Nola, Acerra e Marigliano. La verità sulle sostanze radioattive, sui rifiuti cancerogeni scaricati alla luce del sole, in modo incessante, con i camion, dove le autorità non potevano non sapere. Emma Marcegaglia stanzi un fondo della Confindustria per la bonifica a carico delle aziende che hanno inquinato la Campania, se così non fosse, sia lo Stato a ricercare i responsabili, a liquidare le loro aziende e destinare i proventi a un Commissariato sotto la Sua autorità.
Per seconda cosa, la verità sulle connivenze tra la Camorra e le istituzioni in Campania, sulla gestione dei politici che hanno devastato la Sua regione in questi anni, sulle assunzioni clientelari, sulle coperture di partito bipartisan, sulla mancata destituzione del Presidente della Regione Antonio Bassolino, sotto processo per il ruolo di commissario per l'emergenza rifiuti insieme a Pier Giorgio Romiti, ex amministratore delegato della Impregilo, e ad altri nomi eccellenti. La verità sulla mancata destituzione di Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli, alla quale si può imputare, senza ombra di dubbio, una totale incapacità come amministratrice per l'emergenza rifiuti. La verità sulla mancata ricerca dei responsabili delle decine di società di smaltimento dei rifiuti, così vicini ai politici e per questo inamovibili. La verità sulla loro mancata sostituzione di fronte all'evidenza del disastro annunciato.
Per terza cosa, la verità sui fondi europei, sui miliardi di euro destinati alla Campania in questi molti anni. La verità sul loro ammontare, sulla loro destinazione, sul loro utilizzo, su chi li ha gestiti, sui depuratori non funzionanti e, forse, neppure avviati, sulle bonifiche dei siti inquinati mai portate a termine, sulle strutture inesistenti per la raccolta differenziata, sugli impianti per il riciclo di carta, vetro, plastica che dovrebbero esserci, ma non ci sono.
Solo dopo l'accertamento di queste verità, si potrà procedere a porre sotto segreto di Stato le discariche, a militarizzare la Campania, a inviare la Polizia contro i cittadini, anche a manganellarli, se necessario. Solo dopo l'accertamento di queste verità si potrà pretendere dai campani un comportamento rigoroso, ispirato alla correttezza civile senza alcuno sconto verso le Istituzioni e verso la propria coscienza. Solo dopo l'accertamento di queste verità, caro Presidente, solo dopo la cacciata dei primi responsabili politici dello sfascio, si potranno chiedere sacrifici ai cittadini, prima si devono porgere loro le scuse dello Stato che non ha saputo proteggerli e che oggi li criminalizza.
Quanto alla gente che accuso, non ho contro di loro né rancore né odio. Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale. E l'atto che io compio non è che un mezzo per accelerare l'esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima.
Vogliate gradire, signor Presidente, l'assicurazione del mio profondo rispetto."
domenica 25 maggio 2008
Comunicato Stampa del Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Ad un piano fondato sull’uso di discariche ed inceneritori, il Coordinamento contrappone una soluzione realizzabile in tempi più brevi ed a costi minori, basata sulla separazione della frazione umida da quella secca dei rifiuti, sul riciclo e sul trattamento a freddo della parte residuale, conferendo in discarica i soli materiali inerti. È notizia di questi giorni, come da dispaccio ANSA, che i rifiuti campani inviati tramite treni speciali in Sassonia (Germania) sono stati meccanicamente selezionati e trasformati in materia prima secondaria, cioè in materiali nuovamente utilizzabili, di cui l’Italia è una delle maggiori importatrici d’Europa.
Il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, condividendo le ragioni delle comunità che sono e saranno costrette a difendere i propri diritti e i propri territori, chiede al Governo ed alle istituzioni locali, di pronunciarsi sulle motivazioni che spingono ad ignorare le proposte avanzate dai cittadini senza alcun confronto pubblico, provocando così lo scontro con le popolazioni locali.
Coordinamento Regionale Rifiuti della CampaniaPer informazioni e contatti: http://www.rifiuticampania.org/

